Breve cronistoria del gruppo Dedalus

1972 - Nelle cantine di una centrale elettrica di Pinerolo, Fiorenzo M. Bonansone (violoncello e pianoforte) invita i fratelli Marco e Furio Di  Castri (rispettivamente chitarra-sax e basso elettrico) a far parte di un gruppo in fase di formazione. Pochi mesi dopo, anche il batterista esistente verrà sostituito da Enrico Grosso e il gruppo prenderà il nome  di Dedalus. Alimentano  l’ispirazione Nucleus, Miles Davis, Bach, Soft Machine, Webern, Varese, Stockhausen, Adorno, Jean-Luc Godard, Einstein, Joyce, la montagna, viaggiare di notte tra Pinerolo e Torino, ecc.

1973 - Dai sotterranei di Pinerolo, Dedalus si trasferisce a Torino e sale in una sala prove situata in una soffitta con vista sulla pista  sopraelevata della FIAT Lingotto. Un nastro di musica originale proposto a una nota etichetta torinese viene sì apprezzato, ma rifiutato perchè ”è come se la vostra musica  si trovasse al settimo piano, mentre il  pubblico è al piano terreno.., dovreste scendere almeno di qualche piano”. Durante l’estate il guppo viene invitato al Festival di  Avanguardia e Nuove Tendenze di Napoli e Dedalus diventa la rivelazione del  festival. Tre major discografiche offrono contratti per il primo disco, ma il gruppo sceglie una nuova  etichetta di Milano, la Trident, che pare garantire una maggiore libertà d’espressione. Nell’inverno esce il  primo LP Dedalus (registrato alla Regson di Milano) con ampia  diffusione radiofonica. Tournée italiana.

Da Ciao 2001  n.25, giugno 1973
...Dedalus è stato la vera rivela­zione di questo festival; una to­tale padronanza dello strumento: sax-chitarra, tastiere, violoncello  elettrico, basso, batteria, in un amalgama perfetto di tonalità, di calore, di precisione, un suono caldo e travolgente imbevuto del  sangue jazzistico dei Weather Re­port. I quattro ragazzi torinesi vi­vono una nuove dimensione sono­ra che ha trasceso di gran  lunga anche i suoni di numerose forma­zioni americane del settore e so­no tra i pochi a vivere, oggi, di luce propria. …
Maurizio Baiata
(recensione del Festival della Musica d’Avanguardia e Nuove Tendenze di Napoli 1973)

 1974 - La formazione si amplia temporaneamente, con l’introduzione al sax alto di Enzo Carabetta, per una serie di concerti  con i Circoli  Ottobre per la campagna sul referendum per il divorzio. Durante l’inverno viene registrato il secondo LP Materiale per tre esecutori e nastro magnetico (alla Format di Torino), senza Carabetta e senza Furio  Di Castri, che ha ormai  iniziato la sua carriera di contrabbassista jazz. Il disco rappresenta una svolta decisiva nella musica di Dedalus. Viene  abbandonato ogni riferimento a generi musicali codificati a favore di  una radicale sperimentazione che attraversa musica  concreta ed elettronica, improwisazione e rumore. Fiorenzo Bonansorie vi introduce elementi nuovi, tratti dalla musica contemporanea colta, concreta ed elettronca,  e scrive la maggior parte delle composizioni.

1975-76 Esce il secondo LP. Nonostante la  chiusura della Trident e la oggettiva difficoltà di ascolto il disco vende alcune migliaia di  copie. Concerti in Italia. Viene elaborato e registrato nuovo materiale per un terzo LP che resterà  inedito fino al 1998. Tale materiale rappresentava una sintesi e una  chiarificazione della ricerca sperimentale del secondo disco. Concerti in trio in Italia e Francia.

1977 - Enrico Grosso lascia il gruppo. Bonansone e Di Castri registrano altro materiale in duo e suonano aprendosi ad altri musicisti,  tra cui Steve Lacy. L’estate di quell’anno, Bonansone e Di Castri  partono per un viaggio di alcuni mesi attraverso Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan, India e Nepal, portando con sè sax e violoncello.

1978-79 - Periodo di sperimentazione, sia in nuove forme allargate, sia in concerti solistici. Ricerca di nuove strutture di organizzazione  dell’improwisazione con musicisti di tradizione classica e contemporanea.
Alla fine deI 1979 il gruppo Dedalus è praticamente sciolto.

1980-89 - Dedalus cova sotto la cenere. Marco Di Castri si dedica alla realizzazione di video sull’arte contemporanea, per i  quali cura anche le  colonne sonore. Rinuncia a suonare in pubblico ma continua a studiare chitarra ed effettua registrazioni  sperimentali. Fiorenzo Bonansone riprende il non sopito interesse per la musica concreta e si dedica in  particolare  all’esplorazione, registrazione e utilizzazione musicale dei suoni della natura. Parallelamente, riprende gli studi di  composizione e suona in formazioni cameristiche. Enrico Grosso collabora come  batterista e percussionista in gruppi jazz e fusion.
Esce, per Vinil Magic, la prima ristampa in CD dell’LP “Dedalus”.

1990-93 - Bonansone, Di Castri e Grosso decidono di risvegliare Dedalus. Periodo di ricerca e analisi senza confrontarsi con il pubblico. Si  rielaborano e approfondiscono le idee contenute nei materiali del ‘76-’78.

1994-95 - Periodo di sperimentazione pubblica con diverse  formazioni (duo, trio, quintetto) anche allargate a musicisti di diversa provenienza  (classica, jazz, contemporanea). Fase di concerti.

1996-97 - Enrico Grosso, per motivi di famiglia, deve  definitivamente abbandonare e il gruppo si compone in una nuova formazione. Nel giugno 1997 registra l’album Pia visione, che viene distribuito privatamente.


1999 - L’etichetta Elica produce il CD “Pezzi inediti + materiali ....” che raccoglie inediti degli anni 70 e una ristampa di gran parte del secondo LP “Materiali per tre esecutori e nastro magnetico”.
Marco Di Castri, che non ha mai smesso di lavorare in campo video-cinematografico, lascia il gruppo per seguire produzioni televisive in Italia e all’estero.

2000 - Bonansone riforma il gruppo, che pur rimanendo fedele ai principi ispiratori del Dedalus storico presenta  un'evoluzione dello stile, di orientamento post-minimalista, e  una formazione strumentale originale.
Cambia anche il nome, che sarà: “ Dedalus-Bonansone”.
Ironia della sorte, il primo concerto del nuovo gruppo viene tenuto a Pinerolo, all’alba del millenio, dove Dedalus 28 anni prima era nato.

2001-04 - BTF (ex Vinil Magic) pubblica altre tre ristampe degli LP "Dedalus" e "Materiali per tre esecutori e nastro magnetico", e l'ultima produzione "Nomos Apache Alpha" (2004).

Nel 2005, Dedalus riceve per "Nomos Apache Alpha" il "Premio Darwin" dal comune di Montebelluna (Treviso).


 

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