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La musica di Dedalus
Lo stile delle composizioni che Bonansone scrive per il Dedalus-group rappresenta un’evoluzione rispetto alle precedenti fasi di Dedalus, nelle quali la scrittura dei pezzi rimaneva sostanzialmente fedele alla concezione compositiva enunciata per la prima volta nell’introduzione al disco “Materiale per tre esecutori…”. In essa, la modernità del linguaggio e la varietà delle forme si coniugavano con una grande libertà nella scelta dei materiali, che venivano sovrapposti e contrapposti in un “ intenso gioco di attrazione, repulsione e indifferenza” (vedi anche introduzione al CD “Pia Visione”).
Nella fase attuale, ad una attenuazione della conflittualità prima espressa dall’accostamento di materiali eterogenei, corrisponde una netta esaltazione degli aspetti ripetitivi e minimali già presenti nella produzione anteriore (si potrebbe parlare, con una certa approssimazione, di post-minimalismo). Aspetti riconoscibili non tanto nella ossessiva ripetizione di pattern ritmico-melodici, quanto nel modo di porsi di fronte al divenire del processo musicale: che procede più per aggiunte e germinazioni che non secondo il tradizionale concetto di “sviluppo”. Questo vuol dire per esempio, che le melodie utilizzate perdono la funzione di tema per diventare “apparizioni” o tutt’al più semplici ricorrenze. Anche la variazione (intendendo la classica variazione sul tema) compare solo eccezionalmente e in forme molto libere; mentre si trova interessante il ricorso a strutture preclassiche quali il ground o la passacaglia. Va comunque detto che l’organizzazione della materia musicale discende sempre da un solido principio generatore, spesso evidente già nell’ascolto, dal quale dipendono sia la regolazione della condotta compositiva, sia la costanza dello stile.
Generalmente, i materiali (melodie, accordi o cluster - il termine “armonia” può non essere sempre appropriato - cellule ritmico-melodiche, timbri, tempi, forme “importate” da altri generi musicali, ecc.) impiegati in ogni singola composizione sono pochi e l’insieme delle scelte formali operate nell’insieme della produzione risulta meno complesso che nel precedente Dedalus. Questo vale anche per il timbro che, considerando il ridimensionamento del ricorso all’elettronica, è quello che risulta dalla combinazione di strumenti tradizionali (flauto, trombone, violoncello, pianoforte, fisarmonica, percussioni) suonati con modalità sostanzialmente classiche. Pur senza rinunciare pregiudizialmente ad alcuna delle possibilità tecniche degli stessi, si preferisce utilizzarli nel rispetto e nell’espressione della loro individualità storico-culturale.
Altro elemento significativo è l’impiego frequente di materiali tonale-modali, anche provenienti da ambiti storico-geografici diversi, ancora combinabili orizzontalmente e verticalmente (come già accadeva nel Dedalus della seconda fase) con altri riferibili a: atonalità, dodecafonia, microtonalità, melodia di timbri, rumore, ecc.
Inoltre, l’elemento ritmico viene enfatizzato e reso più esplicito con il ricorso massiccio alla batteria Jazz e alle percussioni; il cui impiego va però ben al di là di questa funzione, rimanendo costante l’attenzione alle grandi possibilità timbrico-melodiche di questi strumenti.
Dedalus-group è altro da Dedalus. E non potrebbe essere diversamente, dal momento che la continuità tra i due gruppi è garantita da uno solo dei fondatori, Fiorenzo M. Bonansone. Ma Dedalus-group è anche, ancora, Dedalus: non solo per la presenza dei legami stilistici evidenziati sopra, legami che sicuramente non verranno mai meno del tutto; ma anche e soprattutto per il permanere, nel suo far musica, di una cifra sperimentale da cui non può che derivare il mantenimento di una posizione “non allineata” ai generi riconosciuti e alimentati dal mercato (compresi quelli cosiddetti “colti”). Questo non vuol dire che oggi Dedalus-group suoni una musica per pochi. Significa semplicemente che non è possibile definire o classificare questa musica riferendosi ai generi esistenti. Come per il suo mitico omonimo inventore greco, la ricerca e lo sguardo in avanti rimangono la via obbligata di Dedalus.
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